Il rischio informatico nel settore finanziario non riguarda più soltanto i server interni, le reti aziendali o i computer utilizzati dai dipendenti. La superficie esposta agli attacchi comprende oggi una rete molto più ampia, formata da dispositivi connessi, piattaforme cloud, applicazioni SaaS, strumenti per l’accesso remoto, fornitori tecnologici e società che operano a loro volta per conto di questi ultimi.
Banche, assicurazioni, società finanziarie e intermediari dipendono da infrastrutture digitali complesse, all’interno delle quali anche un singolo componente non aggiornato può trasformarsi in un punto di ingresso. Il problema non è rappresentato solamente dalla presenza di una vulnerabilità, ma soprattutto dalla velocità con cui gli aggressori riescono a individuarla, automatizzarne lo sfruttamento e muoversi da un sistema all’altro.
In questo scenario, la cybersecurity non può più essere gestita esclusivamente come una funzione tecnica affidata ai reparti informatici. Diventa un elemento essenziale della continuità operativa, della gestione dei fornitori, della conformità normativa e della tutela dei clienti.
