L’intelligenza artificiale è ormai entrata nei processi aziendali con una velocità che, fino a pochi anni fa, sarebbe stata difficile da immaginare. In molte imprese non si parla più soltanto di sperimentazione, ma di strumenti già integrati nella gestione quotidiana: piattaforme per analizzare documenti, software predittivi, sistemi di automazione, chatbot, applicazioni per la selezione del personale, strumenti per classificare pratiche, valutare dati, generare report o supportare decisioni commerciali e operative.
Il punto critico è che spesso questi strumenti non entrano in azienda attraverso un unico percorso controllato. In alcuni casi vengono scelti dal management, con un progetto definito e un budget dedicato. In altri casi, invece, vengono adottati in modo frammentato dai singoli reparti: marketing, risorse umane, vendite, customer care, amministrazione, procurement, compliance, sicurezza informatica. Il risultato è una mappa difficile da ricostruire, fatta di più fornitori, più piattaforme, più dati trattati e più output generati da sistemi che non sempre sono stati valutati con la necessaria attenzione.
